Recentemente, grazie agli studi archeo-mitologici e alle esperienze collettive di pratica al femminile, abbiamo conferma di ciò che lo spirito non ha mai dimenticato: percussioni e ritualità sonoro-musicali facevano parte del sapere sacro femminile, prima di essere oscurati dalla visione patriarcale dominante. Un tempo, il tamburo era nelle mani delle donne, sacerdotesse della Terra e del Mistero, che con i suoi ritmi evocavano Dee, guarigioni e visioni; esso era il compagno delle Dee, non dei guerrieri, strumento di trance e guarigione, non di guerra e conquista. La sua esclusione dalle mani femminili racconta una storia più grande: quella del rovesciamento di un ordine antico, dove la ciclicità, la cura e l’estasi erano vie di conoscenza. Strumento antico e potente, ha la capacità di guidare nel risveglio del Femminile profondo e istintivo, riconnettendoci con il battito del nostro cuore e armonizzandolo con quello della Madre Terra.
Ogni persona ha una musicalità innata, un potenziale espressivo e sensibile che può essere risvegliato, ascoltato, coltivato e nutrito. Il suono e il ritmo creano uno spazio protetto, vivo e di ascolto, espressione e trasformazione personale e di comunità, oltre la performance. Un linguaggio universale che va oltre le parole e la razionalità e ci riporta al Corpo, al Respiro, al Ritmo, alla Presenza. Riscoprire il tamburo e gli strumenti sonori e percussivi, il suono e il movimento come strumenti di connessione con sé stesse e con la comunità, e Ri-trovare il contatto col proprio corpo e col proprio ritmo, ci guida nel risveglio del Femminile e ci riconnette col battito del nostro cuore, armonizzandolo con quello di madre Terra.
Oggi, la scienza riscopre ciò che lo spirito non ha mai dimenticato: che il tamburo guarisce, riconnette, trasforma. Le sue vibrazioni hanno effetti profondi sulla mente e sul corpo, inducendo stati di coscienza alterata, favorendo il riallineamento degli emisferi cerebrali e conducendo anche praticanti non esperti verso gli stati delta (frequenze cerebrali lente) associati al sonno profondo e alla totale quiete mentale, in cui si può sperimentare la vacuità e la sospensione del pensiero. L’uso collettivo del tamburo, in particolare, si rivela un efficace strumento per contrastare ansia e stress.
Per questo, oggi più che mai, è tempo di restituire al tamburo il suo valore sacro. Esso è il cuore pulsante di questo cammino, la sua voce primordiale accompagna ogni incontro come un richiamo antico che vibra nelle ossa e nell’anima. Non è soltanto uno strumento: è portale, memoria, battito sacro, è una preghiera che non ha bisogno di parole, un dialogo con l’invisibile. Con ogni colpo, ci guida verso il Femminile profondo e selvaggio, quel luogo interiore dove la voce della Terra risuona ancora viva, dove il cuore umano torna a danzare in armonia con il cuore del mondo, e ci porta là, dove non esiste più tempo, solo presenza.
ADESIONI SEMPRE APERTE e possibilità di percorsi personalizzati (anche individuali e online)
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